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Wave surf, sulla cresta dell’onda

Adrenalinico come il bungee jumping, zen come lo yoga, efficace come un corso cardio, il surf è un’attività irrinunciabile se volete allenare tutto il corpo, ma anche “immergervi” in una mindfulness ad alto tasso di energia.

Siete pronti a farvi tentare da sole, onde, acqua cristallina e sabbia caldissima? Una volta messi i piedi su una tavola sarà impossibile non innamorarsene. E non dimentichiamo che questa attività ci insegna che non possiamo fermare o controllare le onde, ma possiamo imparare ad affrontarle e cavalcarle, regalandoci una lezione di vita da portare sempre con noi.

Eppure, come immaginerete, fare surf non è così semplice se non si vive sulla costa o il mare più vicino non ha le caratteristiche adatte a fare pratica sulla tavola. Ed è per questo che in Italia sono nati spot con onda statica tutti da scoprire.

Ma quali sono le differenze rispetto al mare aperto? E quali consigli seguire se si vogliono fare i primi passi?

Surfare sfruttando questa tecnologia è sicuramente molto diverso dall’esperienza in mare aperto, ma offre a tutti la possibilità di praticare la disciplina senza doversi allontanare dalla città e permette di concentrarsi sulle manovre sulla tavola, allenandosi e perfezionando la tecnica di riding.

L’onda statica offre la possibilità di correggere errori e curare i dettagli della performance senza preoccuparsi dell’imprevedibilità di fattori che invece si verifica in mare aperto.

Anche per i surfisti esperti è fondamentale avere la possibilità di allenarsi su movimenti tecniche, soprattutto vista la oca costanza delle mareggiate durante il periodo estivo.

L’onda statica rappresenta un ottimo modo di allenarsi e arrivare pronti alle mareggiate invernali! Un principiante, in mare, solitamente passa solo pochi secondi in piedi sulla tavola, invece su un’onda statica ha la possibilità di starci diversi minuti e abituarsi alla sensazione sulla tavola da surf e a mantenere la postura corretta.

Non c’è modo di emulare la sensazione di stare nell’oceano e di leggere e interpretare i moti ondosi, ma sicuramente l’onda statica è un buon training per arrivare preparati una volta in mare aperto.

E tu cosa ne pensi?

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